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Le PMI e la cybersecurity: è una necessità o se ne può fare a meno?

Vogliono convincerci che la sicurezza informatica sia una priorità assoluta per le aziende. 

Secondo delle recenti ricerche, il trend di crescita della spesa annua che le aziende dedicheranno alla cybersecurity è destinato ad incrementarsi del 15% all’anno, fino a raggiungere i 10 trilioni di dollari nel 2025.

Imprenditori e imprenditrici, manager, membri dei consigli di amministrazione e addetti di M&A sono concordi nel dichiararsi “molto preoccupati“: la frequenza degli attacchi informatici è aumentata negli ultimi anni e le misure di sicurezza messe in atto dalle aziende spesso non sono sufficienti a proteggerle dalle minacce.

In aggiunta, la maggior parte delle aziende subisce almeno un attacco informatico all’anno e il dato diventa drammatico se il focus è sulle PMI: nel 2021, secondo un report dell’ENISA (Agenzia Europea per la Cyber Sicurezza), il 46% della aziende europee è stato violato

Per questi motivi, la cybersecurity sembrerebbe diventata una priorità di investimento.

Ma ne siamo davvero convinti?

Secondo noi non è vero!

E’ questa la sensazione che si ha di fronte al flusso infinito di notizie che parlano di attacchi informatici e violazioni di dati a tutti i livelli di ruolie dimensioni aziendali.

Le PMI si interessano di cybersecurity solo nel momento in cui subiscono un attacco.

Cosa fare prima di valutare un investimento in cybersecurity

Come biasimare i responsabili delle decisioni, che di fronte al feed continuo di notizie, si trovano poi in difficoltà nel destreggiarsi tra l’infinita offerta di prodotti e servizi offerti dal mercato?

L’argomento cybersecurity diventa sempre più complesso e richiede un’attenta pianificazione ed esecuzione prima di essere affrontato.

Quando si decide di investire in cybersecurity, infatti, è necessario rispondere a diverse domande: Qual è il profilo di rischio dell’azienda? Quali sono le vulnerabilità da affrontare e come è possibile fronteggiarle? E ancora, quali tipi di attacchi potrebbero verificarsi in futuro?

Il team Cyberangels, ha preparato questo vademecum per aiutare le PMI a effettuare una valutazione preliminare coerente su quale sia la cifra da investire in cybersecurity, in accordo ai propri vincoli di budget.

In sintesi, seguendo la nostra guida, potrete creare un solido piano che vi aiuterà a proteggere la vostra azienda da attacchi futuri, risparmiando al contempo su spese inutili come l’assunzione di consulenti esterni o l’acquisto di costose soluzioni software.

Iniziamo.

Fase 1 – Comprendere i rischi che corre la propria azienda

Per prima cosa è fondamentale capire quali sono i rischi che la vostra azienda deve affrontare e cosa è possibile fare per ridurli.

I rischi sono potenziali pericoli o minacce che potrebbero danneggiare l’azienda. Nel contesto della cybersecurity, i rischi si dividono generalmente in due categorie: interni ed esterni.

Esempi di rischi interni sono i dipendenti che scaricano accidentalmente malware sui loro computer di lavoro o che non sono attenti ai dati sensibili memorizzati sui loro computer portatili quando lasciano il lavoro per la giornata, oppure ancora che inavvertitamente bonificano un fornitore su un IBAN truffa.

Invece, le minacce esterne comprendono tutte le casistiche in cui i malintenzionati  sfruttano le vulnerabilità delle applicazioni dei siti web o dei software in esecuzione sui sistemi in rete; i virus che infettano i computer desktop attraverso gli allegati di posta elettronica; il ransomware che blocca i dati critici fino al pagamento in bitcoin; il malware che ruba le credenziali dell’utente dopo aver fatto clic su un link dannoso inviato da un indirizzo e-mail apparentemente appartenente a una persona conosciuta (ma che non lo è).

L’elenco continua…

Ecco alcune domande che dovreste porvi:

  • Quali sono le minacce che dobbiamo affrontare?
  • Come possiamo misurare la nostra esposizione a queste minacce?
  • Qual è la probabilità che una particolare minaccia si concretizzi in un attacco effettivo?
  • Quanto velocemente potremmo riprenderci da un eventuale incidente?

Un elemento fondamentale nella valutazione dei rischi è l’estensione della propria superficie di attacco. Ne abbiamo parlato qui: ti suggerisco di dargli una rapida lettura.

Fase 2 – Scegliere misure di cybersecurity efficaci a ridurre i danni potenziali

Avendo compreso quali sono i rischi a cui l’azienda è soggetta, è ora più facile prioritizzare le soluzioni maggiormente in linea con il proprio profilo ed investire in questa direzione.

E’ giunto, quindi, il momento di selezionare ed adottare le misure di cybersecurity sufficienti affinché un eventuale incidente non causi gravi danni.

Dovrete considerare quanto costerà realizzarle e quanto valore aggiungeranno alla vostra azienda in termini di protezione dalle minacce e di prevenzione dei danni derivanti dagli attacchi.

Bisogna assicurarsi che tali misure siano proporzionate al rischio e implementate in modo tempestivo, non trascurando un fattore critico: è fondamentale testarle ed aggiornarle con regolarità.

Proprio per questo, quindi, la valutazione del costo/efficacia va ponderata non solo alla luce del costo iniziale.

Il principale fattore di costo è l’impegno richiesto per l’implementazione e la manutenzione delle soluzioni utilizzate dall’azienda.

Spesso le aziende hanno difficoltà a stabilire le priorità di spesa per i diversi tipi di iniziative di protezione informatica a causa delle risorse limitate disponibili nei loro bilanci, il che può portarle a investire pesantemente in un’area ma a trascurarne altre che potenzialmente potrebbero rivelarsi altrettanto preziose quando arriva il momento di un attacco contro i loro sistemi.

Ad esempio, è noto come il 90% degli attacchi informatici va a buon fine a causa di una disattenzione o di una attività fatta in modo superficiale: hai risposto velocemente ad una richiesta del noto fornitore di inviare un bonifico su un nuovo IBAN e ti sei trovato il conto corrente aziendale alleggerito di qualche decina di migliaia di euro!

Quindi investire in misure che possono aiutare a prevenire attacchi come i tentativi di phishing e che sviluppino nei dipendenti quella sensibilità necessaria a non cadere vittima di siti o email truffa che portano alla diffusione di ransomare o malware con conseguenze spesso notevioli in termini di soldi persi.

Fase 3 – Attivare il monitoraggio delle vulnerabilità e delle minacce.

Una volta identificate le priorità delle misure, il passo successivo consiste nel attivare le misure e le pratiche selezionate.

In questa fase risulterà importante documentare il piano di lavoro stabilito in modo da poter condividere con eventuali fornitori la medesima strategia e gli obiettivi che ci si è prefissati.

Inoltre, una chiara esposizione del piano di sicurezza vi permetterà di tenere sotto controllo i costi: sarete voi a decidere se e quanto spendere per la vostra sicurezza e non i vostri fornitori!

Fase 4 – Ripeti tutto

La creazione di una solida strategia di cybersecurity non è una cosa da fare una volta sola, ma un processo continuo.

In fin dei conti, bisogna sempre ricordare che la cybersecurity è un processo senza fine.

La vostra strategia di cybersecurity deve essere aggiornata regolarmente e in risposta alle mutate circostanze, alle minacce in evoluzione e alle nuove tecnologie.

Un buon modo per tenere traccia di tutti questi aspetti è quello di avere un team interno in grado di analizzare le minacce e le vulnerabilità su base continuativa, in modo da non dover aspettare la prossima riunione importante o la relazione trimestrale per identificare potenziali problemi.

Come ti aiuta Cyberangels?

Tutti i nostri abbonamenti includono il percoso che abbiamo descritto in questo articolo.

Per tutti gli utenti Premium della piattaforma, Cyberangels crea una strategia di cybersecurity personalizzata in base alle caratteristiche dell’azienda: livello di rischio, awareness, settore e complessità organizzativa.

Progettata in Italia, si appoggia a framework e standard internazioni (come ad esempio il Nist Cybersecurity Framework) per elaborare un modello di protezione cyber per le PMI:

  1. Dalla individuazione dei rischi della tua azienda,
  2. Ai piani di azioni personalizzati di azioni reattive e proattive
  3. Alla prioritizzazione degli interventi suggeriti per ottimizzare i tuoi vincoli di budget
  4. Con il supporto di esperti di sicurezza a tua disposizione per applicare le misure che hai individuato
  5. Ed infine una assicurazionce cyber risk di assoluto valore.

Conclusione

Ci auguriamo che questo articolo abbia fornito informazioni sufficienti per capire perché è importante inizare a pensare seriamente a un piccolo investimento in cybersecurity e quali devono essere i primi passi.

Per qualsiasi informazione aggiuntiva, contatta il nostro team e scopri insieme a noi come diventare sicuro e protetto come una grande azienda, senza per forza spendere un capitale o assumere degli specialisti.

Lascia che Cyberangels ti differenzi dalla concorrenza: continua a concentrarti sulle sfide del tuo business, alla tua sicurezza pensiamo noi!

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